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Al Rodomonte: nel regno dei sapori veri, senza smartphone

20160721_130809Esistono luoghi che riconciliano con l’enogastronomia. Quella vera. Il ristorante Rodomonte dal 1910 a Gabbro, Livorno appartiene a (questa rara) categoria.

In piena estate fra aperitivi multicolor da hipster modaioli in locali spuntati dal niente e ristorantini acchiappa falsi intenditori da quattro click, chi vi scrive, come sempre del resto, ha scelto di andare in controtendenza per spiegare ai lettori che vogliono perdere qualche minuto fra queste righe come nel food non s’improvvisa niente ma anzi….
Serve conoscenza, preparazione, passione e continua voglia di evolversi.

Una premessa necessaria per spiegare la mia scelta via dalla pazza folla abbronzata forzata da bagno asciuga per andare a provare uno scrigno del gusto di mezza collina vista Arcipelago Toscano immerso fra profumi di pino marittimo del bosco, brezza salmastra e sorrisi dimenticati seduti fuori dalle porte di casa appena sopra 20160721_143838la nobile Castiglioncello.
Il ristorante Rodomonte dal 1910 a Gabbro, entroterra a pochi chilometri da Livorno, era proprio quello che mi aspettavo conoscendo e stimando profondamente il suo re: Marco Marucelli collega giornalista enogastronomo di lungo corso e profonda conoscenza di vizi e virtù del mondo della vigna e dei fornelli.
Non certo uno dei miracolati e improvvisati del variegato mondo della critica e giornalismo.
Uno dei pochi con cui potevi parlare di turismo gastronomico quando il mondo ignorava questa parola. Uno di quelli che non si fa convincere né dai fantomatici intenditori del web né dagli spacciatori di buona cucina e materie prime scintillanti.

Marco è anni che gira l’Italia e le cucine per la sua piccola-grande guida Golagustando e quando ha deciso di fermarsi ed aprire 20160721_134039“casa” con Teresa Colia sapeva bene cosa voleva regalare ai suoi clienti: emozioni.
Lo vai a trovare e come prima cosa ti fa osservare con un grande
sorriso che fra le
splendide pietre antiche che erano stalla e cantina del
Rodomonte la linea telefonica per magia sparisce.

“Finalmente. Così puoi finalmente tornare a parlare col cliente che a sua volta torna a conversare fra se”.
E’ vero. E’ tristissimo vedere nei ristoranti persone che non si parlano assorbite solo dal riverbero dello smartphone che non vivono esperienze sensoriali, che non si sfiorano più né con gli occhi né con la mano, ma che vivono in differita. A loro serve solo condividere e poi farsi belli!
E pensare che Marco viene dal lungomare di gran pregio. Quello di Viareggio dove in uno storico hotel-ristorante liberty ha aperto alcuni anni fa la sua prima bottega: Afrodite.

“Le persone capitavano perché era inevitabile, ma poi ci accorgevamo che in sala regnava il silenzio. Teresa dalla cucina, sempre attenta a conoscere le opinioni dei clienti si domandava se la sala fosse vuota. No rispondevo io. Sono tutti con lo smartphone!”

Ho lasciato questo è scelto Rodomonte e Gabbro anche per questo. Qui devi scegliere di venire.
L’ingresso sulla piazzetta principale rimanda a vecchie fiaschetterie già dalla veranda e dall’insegna agè, ma l’interno sorprende con le pareti colorate con vivacità che si sposano con la vecchia pietra a vista delle arcate e il cotto del pavimento e poi ecco lo scrigno: la piccola e selezionatissima cantina di Marco. Un gioiello per pochi.
Ci affacciamo in cucina e salutiamo Teresa che con l’umiltà della cuoca autodidatta come ci tiene a definirsi (finalmente un non chef  e non maestro) sorride dall’alto del suo pentolone dove sta cuocendo a fuoco lento e con tanto amore un profumatissimo ragù di cinghiale.

20160721_142232Qui niente fantasia forzata, voli pindarici, architetture nel piatto. Si fa cucina vera e basta chiedere alle nonne per sapere che un ragù coi fiocchi si fa solo cuocendo a fuoco lento per ore ed ore. Introvabile! Altro che cucina molecolare e altre diavolerie affini.
Questo è il futuro della gastronomia. Qui dobbiamo tornare quando la moda, inevitabilmente sarà passata.
A tavola non scordiamo che ci si cura, soprattutto perché da come e cosa mangiamo ne va della nostra salute e allora bando ai menù supercazzole e forza Teresa e Marco.

20160721_142232Il menù semplice e chiaro non è infinito. Bene. Segno che si segue le stagioni e i prodotti sono tutti freschi e di prima qualità.
La lista dei vini eccelle non solo per cantine ed etichette non scontate, ma perché è così ben composta che è un piccolo Bignami enoturistico italiano.

“Ho selezionato con attenzione alcune aziende che producono vino di qualità ma in quantità limitate – racconta Marco – dando particolare attenzione ai vini toscani e liguri, in particolare della Lunigiana”. Per gli amici poi ecco una sorpresa: circa 250 etichette, solo
su richiesta
, esclusivamente di vini italiani, fatta eccezione per lo champagne. Per non parlare della varietà di grappe, passiti e Vin Santo da gustare in meditazione.
20160721_135410Un pranzo veloce è un gustoso entreè con una ben fatta e profumatissima pappa al pomodoro fredda. Poi ecco l’eccellente tortello (o tordello come dicono in zona) di patata rigorosamente fatto a mano in casa con un ragù di cinghiale talmente equilibrato, aromatico, delicato da far affermare a qualche trombone da condivisione e recensione che è impossibile trattasi di cinghiale….
Caro amico che passi il tempo sul web sappi che prima di affermare e poi magari recensire si deve conoscere. Domanda a tua nonna se hai ancora la fortuna di averne una se la mattina non si alzava all’alba per andare a mettere su il pentolone del sugo a sobbollire. Domanda ad un esperto (vero) che il ragù di manzo si distingue (molto banale)  da quello di cinghiale perché uno è fatto con carne macinata e l’altro rigorosamente con carne tagliata a coltello.
E mi fermo qui senza annoiarvi fra la grandiosa differenza aromatica che un ragù siffatto sprigiona perché questi sfortunati, che magari alzano i calici da grandi intenditori ad annusar vino, forse non hanno naso e non sanno che profumi e che emozioni si devono sentire…

20160721_142409Bastava un caffè per chiudere la veloce visita a Marco ma il suo cannolo appena arrivato dalla Sicilia e personalmente andato a ritirare in aeroporto chiamava.
Impossibile in continente fare questa esperienza. Un cannolo vero. Senza canditi e con freschissima ricotta siciliana. Introvabile come il ragù di Teresa.

A voi la scelta. Mangiare da modaioli o emozionarsi a tavola. Se preferite la seconda strada, più tortosa ma più vera ecco l’indirizzo giusto

 

 

Ristorante Rodomonte dal 1910
Piazza Demcrazia, 7
Gabbro (LI)
Tel. 0586742238
www.rodomonte.itinfo@rodomonte.it


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