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Come ti salvo la Maremma!

di Simone Focardi – Nella Toscana dei primi del 1700 molti erano i problemi dopo l’estinsione della famiglia Medici che era rimasta senza eredi. La Toscana, venne così assegnata, in un intricato gioco politico ai Lorena, che si ritrovarono così per le mani uno stato in assoluta decadenza… grazie all’inettitudine degli ultimi granduchi di casa Medici.

Il primo Granduca Lorena che prese possesso del nuovo stato, fu Francesco Stefano, sposo dell’Imperatrice d’Austria Maria Teresa, che governò la Toscana attraverso una reggenza. I sudditi toscani dovettero attendere il suo figlio Pietro Leopoldo, per rivedere un inquilino a Palazzo Pitti. Era il 1765.

Ardua fu quindi la situazione che si trovò ad affrontare il giovanissimo Pietro Leopoldo in Toscana. Ma lui da buon austriaco, cresciuto nel rigore non si scoraggio e anzi, si rimboccò le maniche, si mise al fianco un valido gruppo di collaboratori toscani che ben conoscevano i problemi della regione e cominciò a lavorare.

Fra le prime cose che subito capì fosse necessario sistemare per il benessere del suo Granducato, una su tutte era senz’altro la “questione maremmana”.

La provincia agricola più meridionale dello stato che versava in uno stato di autentica rovina e che, come se non bastasse, era infestata dalla mal’aria: Le sue città, alcune un tempo splendide e fiorenti, erano ridotte, specie d’estate, in città fantasma: Sì perché li la gente moriva oppure, era costretta a fuggire per evitare le febbri.

I Lorena presero in mano la situazione. Svolsero vere proprie inchieste sullo stato reale della tragica situazione, si recarono sul campo con esperti di vari settori, si informarono, chiesero agli abitanti come stessero davvero le cose e poi iniziarono ad agire concretamente.

Si doveva risollevare la Maremma! Ma come? Da dove partire? Quali le priorità?

Era più necessario prima permettere la coltivazione e l’abitabilità delle genti o fare opere idrauliche per bonifare l’ambiente? Sicuramente erano necessari anche provvedimenti legislativi ad hoc, che puntualmente arrivarono. I consulti fra esperti si susseguivano freneticamente. Si arrivò alla conclusione che si doveva necessariamente agire simultaneamente in tutte le direzioni. Recuperare l’agricoltura del resto era fondamentale per far ripartire la società perché essa era, per quella provincia, l’unica reale fonte di ricchezza possibile. Il risultato di questo grande fermento messo su dai Lorena ci fu! E fu quello di ridare vita alla Maremma!

Tutt’un insieme di provvedimenti, alcuni di tipo tradizionale, altri invece fortemente innovativi per l’epoca, ma comunque tutti vincenti, riuscirono a ridar vita alla provincia.

Da area depressa ed insalubre e completamente trascurata dai precedenti governi medicei che anzi, l’avevano abbandonata a se stessa con tutti i problemi di spopolamento, di sottoproduzione e di paludismo, la Maremma, divenne una provincia in cui iniziava un lento e faticoso cammino di riavvicinamento al resto dello stato. Il cammino era avviato, il più era stato fatto sia pure con lentezza ma ineluttabile…

Per la Maremma finalmente arrivarono tempi migliori. Furono i Lorena a salvarla anche se molti non lo sanno, furono loro i primi a trasformarla, consegnandola a noi oggi in quello straordinario gioiello che è.


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