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Erano 72…

Un simbolo nazionale. Una cittadina piccola, ma dal glorioso passato, situata sulla strada che da Firenze porta a Siena.
Un luogo visitato ogni anni da milioni di turisti. Un luogo che brilla di luce propria anche perché, ed ormai da alcuni anni, è catalogata dall’Unesco fra i patrimoni dell’umanità.
E’ San Gimignano con i suoi milli soprannomi ma tutti ispirati alla sua caratteristica: le torri. “La Manatthan del medioevo”, “la città delle cento torri” etc…
Un tempo erano veramente tante le torri; nel medioevo se ne contava ben 72, se pensate all’epoca è ben comprensibile la suggestione che la città evocasse. Oggi di quella San Gimignano resta solo l’opera pittorica con la raffigurazione del Santo che tiene fra le sue mani la città.
Ma parliano delle torri oggi visibili che sono molte meno… Ricordarle ed elencarle tutte (anche quelle che furono) è quasi impossibile, cercheremo di fare uno sforzo di memoria ed allora…
Partiamo con la prima e più importante che è la torre del Palazzo del Podestà detta “La Rognosa” che si trova in Piazza del Duomo dove simbolicamente guarda di fronte il Duomo, quasi come se i due poteri: quello amministrativo e quello religioso si fronteggiassero. Questa torre è la più importante perché, e così doveva essere per legge: nessuna torre privata poteva essere infatti più alta di questa pubblica.
Nella vicina Piazza delle Erbe, quasi adiacente alla Piazza del Duomo, sono le due Torri dei Salvucci e degli Ardinghelli. La storia di queste torri riporta alla memoria una delle pagine più cruente della storia della città, perchè esse appartenevano a due delle più potenti famiglie cittadine: una di parte ghibellina (i Salvucci) e l’altra di parte guelfa (gli Ardinghelli). Famiglie acerrime nemiche che si fronteggiarono per molto tempo. La costruzione di queste torri di uguale altezza, costituì un atto di sfida contro le disposizioni comunali, La cronaca del tempo racconta che, le potenti famiglie aggirarono il divieto facendo issare due torri di uguale altezza che, sovrapposte, avrebbero superato in altezza tutte le altre. La faida fra queste due famiglie si concluse nel 1257 con la sconfitta dei Salvucci costretti all’atto della sottoscrizione della propria sconfitta ad abbattere una delle torri ed ad impegnarsi per dieci anni a vestire di nero, e ai maschi di famiglia, a non radersi la barba.
Ma la costruzione delle torri non era però per tutti. Per poterle erigere bisognava infatti avere beni al sole e quarti di nobiltà in regola. L’erezione di una torre era infatti consentita solo a chi, di nobile famiglia, potesse anche vantare la proprietà di almeno una nave mercantile ancorata al porto di Pisa… Riprova questa fra l’altro, di come San Gimignano fosse un comune tipicamente mercantile.
Ma andiamo a menzionare altri torri che troverete nel centro cittadino: la Torre Cugnanesi anch’essa nei pressi del Duomo, la Torre dei Cortesi (oppure detta del Diavolo) poi oltre Piazza della Cisterna; Il Palazzo Tortoli (ora Treccani), le case Pazzi e Salvestrini (quest’utima attualmente albergo e già Ospedale degli Innocenti), la Torre dei Cortesi con l’omonimo palazzo; nella Via San Matteo la casa-torre dei Pesciolini, la Casa Baccinelli (riconoscibile dalle scodelle di maiolica in facciata); in via di Castello è invece la casa-torre dei Ceccarelli-Franzesi…,potremo seguire quasi all’infinito aggiungendo all’elenco anche i “soli” palazzi, ma credo che per una prima panoramica possa bastare….


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