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Firenze: 27 maggio 1993. Per non dimenticare

Scrissi questo su “Chianti News” 19 anni anni fa  nel primo anniversario della strage quando da giovane giornalista mi trovai davanti ad un evento enorme con la penna scossa dall’emozione. oggi venti anni dopo ve lo ripropongo così com’era, per non dimenticare.

di Nadia Fondelli –
Ricordo ancora, con la memoria scossa e turbata dall’emozione quella calda nottata di primavera; quando un boato improvviso squarciò l’anima di Firenze.
Due delle piò antiche strada di Firenze, Via dei Georgofili e Via Lambertesca squarciate. La Galleria degli Uffizi ferita nella sua storia. Cinque creature perse per sempre.
Un danno al patrimonio, alla storia e alla cultura dell’umanità danneggiato da qualche bieco ed idiota sicario assoldato in nome di ideali contorti per ledere all’Arte.
Ma il tempo passa e la vita riprende con la determinazione del popolo fiorentino a cercare di curare le ferite aperte nel cuore e nelle cose.
L”Antico Fattore” stenta a risorgere dalle sue macerie, ma le botteghe fiorentine hanno ripreso la loro attività  nonostante l’angoscia che scava ancora le sofferenze che tanto male ha causato a Firenze.
“L’Albero della Pace”; il piccolo ulivo che ha resistito alla polvere della ricostruzione  ancora là; nella stretta Via Lambertesca per ricordare al passante distratto che niente Firenze vuole sia dimenticato, che deve ancora una volta, come insegnamento, prevalere l’amore e la tolleranza sull’odio.
Tutti nel nostro piccolo possiamo aiutare quest’angolo della Firenze medievale a resuscitare definitivamente: visitarlo significa appropriarsi della storia di Firenze senza dimenticare il tritolo; favorire le botteghe artigianali della zona rappresenta una silenziosa testimonianza dell’amore che l’umanità riconosce nella sua preziosa gemma che  Firenze.
Non dimentichiamo!


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