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Firenze e i suoi animali fantastici

di Nadia Fondelli – Nella storia meno conosciuta di Firenze ci sono anche tutta una serie di animali esotici, all’epoca considerati addirittura fantastici. Non solo quindi i leggendari leoni simbolo del Marzocco che per secoli hanno ruggito a due passi da Palazzo Vecchio in quella via che non a caso si chiama via dei Leoni prima di trasferirsi ai serragli di Piazza San Marco.

Firenze in epoche diverse ha visto apparire giraffe, rinoceronti e ippopotami. Amimali stranissimi, mai visti, che provenivano da paesi lontani, ma che mostrati alla corte e al popolo servivano a puntellare la potenza dei Signori.

Proprio in occasione del restauro dell’ippopotamo del granduca di Toscana che da pochi giorni è tornato visibile alla Specola che vogliamo parlarvi di questi animali attorno alla cui esistenza sono molte storie e altrettante leggende.

L’ippopotamo che torna visibile in questi giorni, ad esempio, era il primo che sbarcana in Europa dai tempi dell’impero romano. Secondo la tradizione era un dono settecentesco al primo granduca Lorena Pietro Leopoldo, ma da ricerche storiche pare invece che ifosse a Firenze dal 1677 grazie alla passione sfrenata di Cosimo III per animali e piante esotiche. Fu lui a far costruire in Boboli gabbie per pappagalli, scimmie e fagiani da mostrare agli ospiti e ai fiorentini. Non si sa chi abbia donato al signore l’ippopotamo: forse un sultano o un visir, fatto sta che “Pippo” – così era amorevolmente chiamato – visse legato a catena in una vasca di Boboli fino alla morte. Pippo fu poi imbalsamato in maniera creativa da un artigiano che non lo aveva mai visto vivo tant’è che le zampe furono modificate secondo un modello canino.

Nello speciale zoo voluto dal Magnifico a Cascine di Tavola, vero esempio di fattoria ideale rinascimentale, fu portata sicuramente la celebre giraffa che, con un leone addomesticato, gli aveva regalato nel novembre 1487 «el Soldano di Babilonia». Un animale magnifico che lasciò a bocca aperta i fiorentini racconteranno i cronisti del’epoca , perché «era sette braccia alta, e ‘l piè come ‘l bue» e così tranquilla che poteva prendere una mela dalla mano di un bambino. Sollevò così tanta curiosità che si dice che dovettero portarla in giro anche per conventi perché la potessero vedessero anche le suore di clausura. Un impazzimento di popolo tale che, il «camelopardo», com’era chiamata la giraffa allora, finì addirittura nel corteo di una «Adorazione dei magi» del Ghirlandaio e nel «Tributo a Cesare» lasciato incompiuto dal Andrea del Sarto e visibile nella Villa di Poggio a Caiano e nell’affresco del Vasari in Palazzo Vecchio “Omaggio degli ambasciatori aal Magnifico”.

Interressante infine la storia dell’elefante albino e del rinoceronte che re Manuele d’Aviz di Portogallo inviò in dono per ingraziarselo a Papa Leone X . Due speciali regali per l’incoronazione a papa di un Medici. Diverso però il destino dei due animali, Annone (questo il nome dell’elefante così chiamato in onore del generale cartaginese che lo regaalò a sua volta al re portoghese) arrivò da Lisbona a Roma nel 1514, mentre il rinoceronte, inviato al Papa due anni più tardi nella città eterna non arrivò mai. Dopo uno sbarco a Marsiglia per essere ammirato a caro prezzo dal re di Francia Francesco I Valoris e dalla sua corte, la bestia naufragò dopo una tempesta nel mar Ligure. Legato con una catena il rinoceronte fu ritrovato affondato con stupore e meraviglia dagli abitanti di Villafranca (l’attuale Villefranche-sur-Mer) che lo videro emergere dal mare e che ancor oggi fanno rivivere la sua storia anche in spettacoli teatrali.


E’ lo sfortunato rinoceronte che venne poi raffigurato da Albrecht Dürer in una xilografia destinata a divenire famosa. Quella che per secoli è stata riprodotta su libri, enciclopedie e dizionari per raffigurare i rinoceronti. Quell’immagine di Dürer fu scelta poi dal Duca Alessandro de’Medici come sua insegna associata al motto “non vuellvo sin vencer”, non torno se non vnco. Quell’effige si trova oggi fera gli stuucchi di Palazzo vechio.

Tanti animali, tante storie e leggende, tante curiosità legate alla centralità di Firenze nell mondo.

 

 


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