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Firenze: ecco il Florence Queer Festival

der-kreis-haupt-artwork-659x436di Nadia Fondelli – Una kermesse imperdibile per conoscere, scoprire e capire le persone con una diversa identità di genere. Non solo allegria e intrattenimento, ma anche problemi comuni della vita quotidiana come salute, invecchiamento e convivenza. E’ ormai un appuntamento fisso della cultura fiorentina il Queer Festival che, come da tradizione, porta a Firenze in novembre un cartellone densissimo e vario di cinema e non solo.

Dal 21 al 27 novembre al cinema Odeon nell’ambito della “Cinquanta giorni di cinema internazionale a Firenze” ecco l’evento dedicato al cinema – ma anche teatro, arte e letteratura – “Lgbtiq” (acronimo per “lesbo, gay, bisexual, transgender, intersex e questioning”) diretta da Bruno Casini e Roberta Vannucci con Silvia Minnelli.

Lunghissima la lista degli ospiti fra cui spicca il nome del regista israeliano Eytan Fox, ma anche Ernst Ostertag e Robi Rapp, protagonisti della vera storia raccontata da “Der Kreis” di Stefan Haupt, film vincitore nella sezione documentari all’ultima Berlinale che ricostruisce l’epopea del primo club gay di Zurigo, nonché precursore del genere in Europa.

Da non perdere Cybersissy, artista e performer drag olandese con le sue incredibili parrucche e non solo in un singolare connubio tra moda, cultura pop e arte contemporanea  in mostra allo Ied  e poi i cineasti Tim Lienhard, Thérèse Clerc, Sara Basilone, Luigi Caiffa.

Più di trenta di cui quindici in concorso i titoli presenti nel variegato programma della rassegna che ha al suo interno anche due contest per corti (“Videoqueer” e “Se hai la testa fai il test” che parla di prevenzione dell’hiv) e una prospettiva dedicata alla special guest Eytan Fox che arriva a Firenze col suo ultimo lavoro, “Cupcakes” un esilarante commedia musicale, ma di lui saranno proiettati anche “Yossi”, “Yossi and Jagger”, “Mary Lou”, “Walk on Water”, tutti mai o poco visti in Italia.

Tra i titoli da non perdere “Pierrot Lunaire” del visionario regista canadese Bruce LaBruce, fra musiche di Schönberg e versi di Albert Giraud, il documentario “Global Gay: the next frontier in human rights” di Frédéric Martel e Rémi Lainé, sul movimento globale per i diritti degli omosessuali, “One Zero One” di Tim Lienhard, ibrido fra documentario e performance dal vivo sulla vita delle drag Cybersissy e BayBjane, “Giò Stajano. Siamo tutti figli di Dio” di Luigi Caiffa, sulla vita del primo omosessuale dichiarato in Italia, scomparsa nel 2011, “Violette Leduc” di Esther Hoffenbnerg, sulla scrittrice iconoclasta degli anni Cinquanta e come film di chiusura, in anteprima europea, “Helicopter Mum” di Salomé Breziner, storia di una mamma amorevole ma invadente, interpretata da Nia Vardalos (attrice e sceneggiatrice de “Il mio grosso grasso matrimonio greco”) e del figlio diciassettenne Lloyd, ancora indeciso sulla propria identità.

Il 20 novembre In occasione della Giornata mondiale contro la transfobia sono stati presentati tre film dedicati al tema: il documentario “Purple Skies” di Sridhar Rangayan, sull’emarginazione e la violenza subite in India dalle donne lesbiche, bisessuali o transessuali; “Boy meets girl” di Eric Schaeffer, commedia struggente e romantica interpretata da Michael Welch (già protagonista di “Twilight”) che affronta il passaggio all’età adulta e “Favolose: storie in passerella!” di Luca Oliviero, con le voci e i racconti delle protagoniste di un concorso di bellezza sui generis.

In programma anche un focus sui diritti umani in collaborazione col Robert F. Kennedy Center, mostre e presentazioni di libri.
Non solo cinema però come da tradizione al Florence Queer Festival che rinnova l’appuntamento a 360 gradi spaziando con gli eventi collaterali fra arte teatro e letteratura (Teatro di Rifredi, Ireos, libreria IBS, IED Firenze).

Programma completo su www.florencewueerfestival.it; biglietti da 5 a 10 euro.

 


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