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Firenze: Santa Croce – il pantheon degli artisti

di Nicoletta Curradi – “…ma più beata che in un tempio accolte/ serbi l’ itale glorie…” : sono alcuni versi del carme “Dei Sepolcri” di Ugo Foscolo, che illustrano l’ importanza che riveste per Firenze la basilica francescana di Santa Croce, una delle massime creazioni del gotico in Italia.
È nota come
tempio dell’Itale glorie per le numerose sepolture di sommi artisti, letterati e scienziati che racchiude. E’ un simbolo prestigioso, il luogo di incontro dei più grandi artisti, teologi, religiosi, letterati, umanisti e politici, che determinarono l’identità della città tardo-medievale e rinascimentale.

Al suo interno trovarono inoltre ospitalità celebri personaggi della Chiesa come San Bonaventura, Sant’Antonio da Padova e San Bernardino da Siena.
La basilica custodisce, solo sul pavimento 276 lastre di marmo con rilievi e stemmi intarsiati e molti monumenti funebri sono sulle pareti tra gli altari vasariani nonostante lo sfoltimento degli anni sessanta che rimosse gran parte delle tombe aristocratiche ottocentesche, oggi in un corridoio sotto la loggetta del Chiostro Grande.

Sebbene la basilica fosse stata usata come luogo di sepoltura di personaggi illustri al pari di altre chiese è nell’Ottocento che diventò un vero pantheon di personaggi celebri.
Nel 1871 veniva sepolto con una affollata cerimonia Ugo Foscolo – morto nel 1827 in Inghilterra – secondo il suo desiderio di essere accanto a grandi personaggi toscani come Michelangelo e Galileo.
Dopo questo episodio iniziarono ad arrivare altre salme di celebrità decedute anche anni prima: Gioacchino Rossini, Leon Battista Alberti, Vittorio Alfieri ed altri, per i quali i migliori scultori realizzarono i monumenti che ancora si allineano nella navata.
Anche per Dante fu approntato un grande sepolcro, ma Ravenna si rifiutò strenuamente di consegnare le spoglie del poeta morto in esilio.

Santa Croce arrivò ad ospitare quindicimila salme, con una grande mole di richieste dopo che la sua fama di custode delle Urne de’ forti si era diffusa.
Tutte le richieste erano esaminata da un’apposita commissione e approvate dal Granduca in persona che stabiliva anche l’entità dell’elargizione.

Fra i monumenti antichi quello del primo personaggio di rilievo è di Leonardo Bruni per il quale Bernardo Rossellino ideò una tomba ad arcosolio rinascimentale (1444-45), cioè con il sepolcro posto dentro una rientranza formata da un gradone e da un arco a tutto sesto che lo chiude in alto. Allo stesso modo fu creata la tomba del suo successore Carlo Marsuppini, per mano di Desiderio da Settignano.

photo by: Barbara Mealli


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