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Gli antenati del Panforte

Il Palio? Va bene. Il Duomo? Ok. Il Panforte?
Ah, ora ci siamo! Non ci sono santi che tenga, il panforte rappresenta Siena nel mondo non meno delle sue decantate e gloriose contrade.
Ma come spesso accade per le cose gioiose, la molla iniziale è la tristezza, dovete dunque sapere che questa invenzione dolciaria affonda le sue radici nel Medioevo, quando la città era stretta sotto assedio.
Una suora, Sorella Berta, preoccupata dello stato di salute dei suoi concittadini, decise di preparare una pietanza altamente energetica impastando miele, canditi, mandorle, spezie e molto zenzero.

Nacque così il Panpepato, il primo antenato del panforte. Col tempo gli vennero attribuite virtù afrodisiache e, secondo gli anziani, teneva insieme le famiglie impedendo i litigi familiari. Il Panpepato veniva fatto prevalentemente nei monasteri dai frati e dalle suore, si dice infatti che l’industrializzazione del Panpepato sia dovuta a Giovanni Parenti a partire dal 1829.

Primo discendente del panpepato fu il Panforte delle Dame, o Panforte al cioccolato (come si conosce oggi), nato dopo il 1815. Anticamente si procedeva preparando un panpepato molto speziato e glassato con cioccolato fondente amaro.
La ricetta originaria venne modificata verso il 1830 confezionando il dolce con mandorle sbucciate e tostate, insieme a canditi di cedro; spopolerà in brevissimo tempo questa variante al cioccolato, tant’è che non sarebbe più mancata nei salotti signorili.

Il “nipotino più dolce” nacque solo nel 1879 in occasione della visita della Regina Margherita di Savoia, per merito del maestro delle cerimonie che ritenne il panpepato troppo poco regale.
Optò dunque per addolcire il sapore mettendo la zucca fra gli ingredienti e la vaniglia al posto del pepe nero. Nacque cosi il delicato Panforte Margherita, miscela perfetta di zucchero bianco accanto a poco miele, mandorle di “Avola” (cioè quelle più grandi e saporite), e con la speziatura affidata alla noce moscata, la vaniglia e la cannella di Ceylon.
Per rendere l’impasto più morbido si soleva aggiungere una certa dose di pasta di marzapane ricoprendo infine il tutto con un’abbondante spolverata di zucchero a velo.


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