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La Toscana spagnola

di Nadia Fondelli – Lo Stato dei Presidi rappresenta un caso del tutto particolare nella storia non solo della Toscana ma di tutta l’Italia preunitaria.

Verso la metà del XVI secolo la Toscana meridionale si trovava sotto la sovranità della Repubblica di Siena e costituiva agli occhi dei più importanti sovrani europei un nodo strategico di fondamentale importanza per il controllo dell’intero mar Mediterraneo.

Nel 1552 Siena, ormai stanca delle sempre più pesanti ingerenze imperiali, si ribellò a Carlo V, alleandosi con il tradizionale avversario dell’imperatore, la Francia. Firenze invece, che non stava certo a guardare si alleò proprio con Carlo V.

Nel 1555 Siena, dopo oltre un anno di assedio, si arrese e con il trattato di Firenze (datato 3 aprile 1557) Filippo II di Spagna, figlio e successore di Carlo V, assegnò il territorio della Repubblica Senese sconfitta ai Medici e tenne però per sé quella zona di Toscana meridionale oggi nota con il nome di Costa d’Argento o Argentario, comprendente gli attuali territori di: Orbetello, Talamone, Porto Ercole e Monte Argentario che, governati da viceré spagnoli, costituirono i “Reali Presidios di Toscana”.

I Presidios per la verità, non formarono mai un vero e proprio stato ma, piuttosto, un sistema di fortificazioni portuali che permettevano alla Spagna di meglio controllare il Tirreno e quindi il Mediterraneo.

Queste fortificazioni furono rafforzate negli anni a cavallo tra i secoli XVI e XVII per meglio resistere alle incursioni dei temibili corsari barbareschi.

Nel 1646 i Presidi, per ordine del cardinale Mazzarino – vero signore della Francia durante la minore età di re Luigi XIV – furono assaliti dalle truppe francesi che però, dopo due mesi di assedio, non riuscirono a prendere Orbetello.

Il fallimento dell’azione , facilitato dalla mancanza di viveri e dalla malaria, costrinse i francesi a rinunciare per sempre ai loro progetti e a ritirarsi.

Nel 1707, nel corso delle vicende della guerra di successione spagnola, gli Asburgo d’Austria subentrarono a quelli di Spagna nel governo dei Presidios toscani, innescando così una serie di vicende – anche dinastiche – che mantennero questi territori divisi dal resto della Toscana fino al 1801 quando, per volere di Napoleone, essi furono annessi al neonato Regno d’Etruria. 

Con il tramonto del Bonaparte e in seguito al Congresso di Vienna, venne confermata l’annessione dei Presidios al Granducato di Toscana.

 


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