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“Maggerini” e Maremma

Oggi come ieri, sopratutto in Maremma, la notte tra il 30 aprile ed il 1° maggio è possibile ascoltare l’ antico canto itinerante le cui origini ci portano all’antico culto degli alberi e dei rituali agresti.
Un rito propiziatorio che col tempo è diventanto canto augurale per l’arrivo della primavera, il rifiorire della natura, auspicando fertilità e buon raccolto.

Una tradizione ininterrotta quella del “Maggio”, che ha resistito al corrodere della civiltà moderna.
Così è facile imbattersi in queste variopinte brigate dei “maggerini” adornate di fiori e colori che girano di podere in podere, partendo il pomeriggio del 30 aprile per arrivare al pomeriggio del 1° maggio dopo aver cantato tutta la notte.

Queste squadre di inconsueti visitatori notturni sono formate da 10/15 elementi; vestono abiti e cappelli decorati con fiori di carta e nastri colorati. Il gruppo è accompagnato da fisarmonica e chitarra.
Oltre alle voci di coro, nei gruppi troviamo vari personaggi: la figura centrale del “Poeta” che compone il testo ed intona il “permesso” per entrare nei poderi e il “ringraziamento” prima di uscire, improvvisando sempre versi in “ottava rima”; “L’Alberaio” che porta il ramoscello d’alloro fiorito simbolo della festa; il “Corbellaio” incaricato di raccogliere e custodire le offerte che poi saranno consumate in un pasto comune chiamato “Ribotta”.

La Festa di Braccagni è una consuetudine del genere. Dal 1991 squadre di “maggerini” provenienti da tutta la Maremma si danno ritrovo nell’oliveto del Campo della Fiera, ai piedi di Montepescali.

Tra le molte squadre che vi partecipano da segnalare: il Coro degli Etruschi, Ponti di Badia, Ottava Zona, Ribolla, Maremma in musica, Roccatederighi, Pettirossi di Roccastrada, Grilli, oltre alle due squadre di Braccagni. Ma la festa spontanea è anche occasione per ascoltare interpreti della nostra cultura popolare e cantanti folk come Riccardo Marasco.

La festa è corredata oltre che dall’immancabile merenda, da spazi adibiti ad esposizioni culturali e a dimostrazioni pratiche delle attività artigianali ormai in disuso. L’appuntamento, seguito da molti appassionati, è possibile grazie ai giovani del Gruppo Tradizioni Popolari “Galli Silvestro” e al patrocinio del Comune e della Provincia di Grosseto, e si va proponendo come una delle scadenze calendariali folcloriche più rilevanti della Toscana.


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