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Maremma: torna ad essere visitabile San Rabano

di redazione – Della serie le belle notizie che non fanno notizia. La splendida abbazia di San Rabano, uno dei simboli di Maremma, torna fruibile e visitabile dopo un decennale isolamento.

Tagliati gli arbusti e la fitta vegetazione che invadeva completamente l’area ed eliminata la recinzione che circondava l’abbazia non permettendone l’accesso, San Rabano torna ad essere accessibile. Si può percorrere un breve itinerario all’interno delle murature del monastero, con l’assistenza di pannelli informativi e depliant.

L’itinerario che proponiamo per entrare nel cuore del Parco dela Maremma è a cura della guida turistica-ambientale Michele Colombini è la combinazione tra i due itinerari che meglio rappresentano il parco.

Giunti a Pratini con il bus navetta messo a disposizione dal Parco, ci immergiamo nei boschi della macchia dell’Uccellina. Risalendo l’erto pendio raggiungiamo in breve tempo alcune radure dove il sentiero incomincia ad addolcirsi e ci manterrà in quota offrendoci, di tanto in tanto, stupendi panorami sulla costa, sulle torri di Castel Marino e Collelungo, sull’Argentario fino al Monte Amiata. Raggiunta la sommità di Poggio Lecci (417 m), sarà possibile osservare l’Isola del Giglio e di Montecristo, l’Isola d’Elba e la splendida Cala di Forno e sentire in faccia il vento salmastro del Tirreno.

Scendendo nel fitto bosco, apparirà all’improvviso tra le chiome degli alberi, la chiara e possente torre campanaria dell’Abbazia Benedettina di San Rabano con il suo complesso architettonico composto da una chiesa, dal relativo monastero e da una torre d’avvistamento detta “dell’Uccellina” (del XIV sec.).

L’itinerario prosegue tra il fitto bosco dove delle altane ci permetteranno di svettare oltre le chiome degli alberi consentendoci di godere di uno dei paesaggi più selvaggi e suggestivi che offra la costa toscana. Giunti alla “Strada degli Olivi” ed attraverso un sentiero, che si snoda prima nella folta macchia e successivamente in ambiente più arido e aperto, raggiungiamo la Torre di Castel Marino. Dalla rupe su cui si erge la torre avremo l’occasione di godere di uno dei panorami più belli del Parco con vedute indimenticabili! Al di sotto, la vasta Pineta Granducale impiantata agli inizi dell’Ottocento da Leopoldo II di Lorena che si estende verso nord fino al fiume Ombrone.

Lungo la costa non esiste alcun insediamento oltre le torri di avvistamento che furono poste sui punti più elevati dei Monti dell’Uccellina per far fronte alla incursioni dei pirati. Queste suggestive fortificazioni, costruite tra l’XI e XII sec. formavano un sofisticato sistema di segnalazione collegato alle rocche di Castiglione della Pescaia e Talamone.

Scendendo un ripido sentiero raggiungiamo la pineta fino ad arrivare al mare attraverso un bell’ ambiente dunale. Dopo una meritata sosta su questa ampia e selvaggia spiaggia, ci dirigiamo verso il promontorio su cui si trova la Torre di Collelungo. Raggiunta la “Strada degli Olivi”, tra splendide piante secolari di olivo, rientriamo a Pratini.

Quella descritta è un escursione di un giorno senza difficoltà e su circuito ad anello. Se volete viverla con Michele Colombini www.vadoevedo.it oppure contattate direttamente il centro visite del parco Centro Visite di AlbereseTel. +39 0564 407098 – e-mail. centrovisite@parco-maremma.it.
Aperto tutti i giorni, inclusi i festivi dalle 8.30 alle 17.00.


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