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Montespertoli: il comune più vitato d’Italia

di Stefania Pianigiani – Nella vita, come nel vino, non ha senso guardarsi indietro, a Montespertoli, sulle colline fiorentine, si guarda avanti e si cerca di valorizzare il vino e le altre eccellenze del territorio come l’olio e il pane.

Sono finiti i tempi oscuri, e dei produttori per caso, finalmente si cerca di dare un identità al vino di Montespertoli, posto su troppi confini reali e immaginari, portando a conoscenza il progetto del Parco Agrario, per ricostruire un punto di attenzione tra produttori e consumatori.

Grazie a un terreno comunale molto vario e articolato si sta definendo una mappatura vinicola che consente di stabilire e confrontare le potenzialità del vino. Una volta i vini di Montespertoli, erano più duri, ora prevale la nota acida e la morbidezza, si va a formare la “Montespertolitudine“, il protocollo di Sangiovese in purezza.

Ogni azienda ha selezionato un proprio vigneto e di cercano confronti e similitudini tra i vini.

E’ stato utile confrontare tra di loro il Chianti Docg, Il Chianti Montespertoli Docg base e riserva, e alcuni Igt: Tenuta Maiano, Le Fonti a San Giorgio, il Podere Ghisone, Tenuta Moriano, Guiducci, Tenuta di Morzano, il Podere dell’Anselmo, Ammirabile, il Castello di Sonnino, Casa di Monte, Valleprima e la Cantina Sociale dei Colli Fiorentini.

Produttori pronti come un flipper a essere sparati in una nuova dimensione, pronti a scalare un iceberg fino alla cima, con un nuovo ri-lancio e una riconverzione stata a sonnecchiare per troppo tempo. Montespertoli, guarda avanti.


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