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“Ona, Ona, Ona, ma che bella rificolona!”

 Il ritornello poi prosegue con “L’è più bella la mia di quella della zia. La mia l’è co’ fiocchi, la tua l’è co’ pidocchi”…

La festa delle rificolone è una delle quattro antiche feste tradizionali di Firenze che si celebra il 7 settembre, vigilia della festività religiosa che commemora la natività della Madonna; per giungere infatti a Firenze l’8, contadini e montanari partivano anche alcuni giorni prima con al seguito fiaccole e lanterne di varie forme, con le quali rischiaravano le strade dei monti e della campagne, e una volta giunti in città, anche le buie vie di Firenze…all’epoca infatti l’elettricità non c’era ancora.

L’arrivo di queste genti era uno spettacolo insolito per Firenze e costituiva motivo di allegria, ed anche di scherno da parte dei borghesi (e altezzosi) cittadini fiorentini nei confronti dei provincialotti a causa del loro goffo abbigliamento.
E così, mentre le donne di campagna si aggiravano sbigottite alla vista delle meraviglie fiorentine, i giovinastri le soprannominarono “ferucolone” o “fieruculone”, non tanto perché venivano ad assistere a una “fierucuola” (fiera di non eccessiva importanza), quanto per il grosso e prosperoso fisico che si accasciava sui loro “sederoni” o cosiddetti “magazzini”.

Soprattutto negli anni’50 la festa non ebbe nulla da invidiare ai vari “calcio storico” o la festa di S. Giovanni, lungo l’Arno infatti sfilavano pittoresche barche prontamente allestite dalla maestria artigiana fiorentina: centinaia di piccoli lampioni di cartapesta venivano accompagnati da orchestrine che si prodigavano in romantiche ballate.
Secondo altri storici, la festa sarebbe stata istituita per commemorare la conquista di Siena avvenuta la notte del 2 agosto 1554. Appuntamento in Piazza Santissima Annunziata

 

 


 


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