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Pistoia: Il piccolo gioiello della Svizzera Pesciatina

slideshow1di Nadia Fondelli – Piccolo, quasi senza buccia, dal sapore unico. Solo 70 quintali l’anno di produzione strappata ai soli 4/5 km. coltivabili lungo il letto del fiume ne fanno un prodotto di nicchia e di eccellenza.
Il terreno particolarissimo di coltivazione totalmente privo di calcare fa la differenza.
22 produttori in tutto di cui 13 riuniti nell’Associazione di Ghiareto che, nata nel 1999 in breve (2002) ha ottenuto dall’Europa il marchio europeo di indicazione geografica tipica.

E più tipico del fagiolo di Sorana non c’è nè.
Ne abbiamo parlato col presidente dell’associazione Roberto Dingacci che, orgogliosamente racconta come la leggenda tramandi che anche Leonardo da Vinci fosse ghiotto di questo fagiolo e che certamente lo mangiava con gran gusto Giacomo Puccini che ha avuto anche l’opportunità di assaggiare l’antico rosso di fatto sparito di produzione negli anni ’50 del Novecento.
In realtà fra i venti produttori 50 kg. l’anno di rosso anche oggi ne vengono fuori, ma è altrettanto vero che chi c’è l’ha se lo tiene.

Il fagiolo di Sorana, salvato da un oblio ed estinzione certa è oggi uno di quei prodotti di nicchia cercati quasi fosse una gemma preziosa da quando è sbarcato in televisione ed alcuni celebrati chef lo hanno provato e lo propongono nei loro menù.

Ma alla crescita di fama non può ovviamente seguire una crescita di produzione perchè a Sorana, dove già si trova difficoltà a mettersi d’accordo in 22 produttori per antiche questioni di famiglia, non si pensa certo di “forzare” la produzione per compiacere tutti. E’ così dev’essere viene da aggiungere. Nel cibo il “di moda” non esiste!

Per cui, per chi veramente vuole scoprire un’eccellenza di nicchia il consiglio è di salire dalle parti di Sorana e scoprire così anche un territorio bellissimo, pieno di verde e di acque poco conosciuto e nascosto fra le valli Forfora e Torbola che per anni ha dato ricchezza alla zona con i suoi mulini e le sue cartiere.
Oggi è meta ideale per glli amanti della natura, dell’archeologia industriale e della scoperta dei borghi visibili e nascosti. Ma anche per i cultori della buona tavola.

La cosidetta Svizzera Pesciatina è tutta da svelare con i suoi boschi di castagni e querce e le sue dieci “castella”, lillipuzziani borghi medievali che spuntano sulle pendici di altrettanti colli.

La metà perfetta è il ristorante da Carla dove in un ambiente accogliente, caldo e rustico potrete provare le genuinità della zona e su tutti: re fagiolo. Da provare rigorosamente al fiasco.
Loc. Ponte di Castelvecchio
51017 Pescia (PT) – Italia
www.ristorantedacarla.it


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