Siete qui: Home » Arcipelago | Costa degli Etruschi » Tutti i colori del mare

Tutti i colori del mare

di Giuseppe Raimondi – Giampaolo Talani è il grande autore di “Partenze”, un affresco di 70 metri quadri nel salone centrale della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella; del “Marinaio” una scultura di sette metri che domina il Porto Turistico di San Vincenzo, e di tante opere di grande impatto emotivo realizzate con sentimento, grande maestria tecnica e uno stile inconfondibile. Abbiamo sentito l’artista.

Quando inizia l’amore per la pittura?
Da sempre; fin da bambino.
Ho fatto il Liceo Artistico e l’Accademia delle Belle Arti di Firenze.
Da ragazzo ho affrescato la Chiesa di San Vincenzo. Poi sono iniziate le prime mostre, i primi successi.
La mia è una storia semplice; tutto il mio lavoro è permeato dalla ricerca della semplicità; dobbiamo tendere alla semplicità che è eccezionale; spesso invece siamo bravissimi a complicarci l’esistenza dimenticando che le cose semplici sono spesso le meno banali.

I temi delle sue opere?
Nei miei quadri si parla, appunto, di cose semplici, di sentimenti: l’amore, la ricerca dell’altro, la solitudine, le partenze, la scoperta… Emozioni in cui tutti si ritrovano.
Mi piacciono le storie della gente, le storie dei sentimenti – che sono i sentimenti di tutti.
Altri temi che prediligo sono il mare, il vento, la musica, la femminilità.
L’amore resta uno dei valori più importanti: incontrarsi, capirsi. Questa per me è l’arte.

Il suo rapporto con la musica?
Fin da piccolo sono stato molto attratto dalla musica; vengo da una famiglia di musicisti e ho studiato pianoforte per 10 anni; poi, ho avuto altri interessi. Sono comunque sempre un appassionato e ho una collezione di pianoforti e di organi elettronici. Amo suonare il Jazz e il Blues. Vorrei saper suonare meglio; oggi la musica è soprattutto un hobby; è un po’ la balena inseguita e mai raggiunta.

Il suo rapporto con il mare?
Il mare è la mia vita; potrei dire di essere nato “sotto l’ombrellone”. Vivo a San Vincenzo, a 30 metri dal mare e lo vivo come un’esperienza quotidiana da sempre.
La mia famiglia ha uno stabilimento balneare: il bagno “Venere”. Ho fatto il bagnino per 25 anni con tutto ciò che questo comporta, dai grandi impegni di gestione alle responsabilità dei salvataggi, fino al fascino delle avventure estive.
Il lavoro di bagnino ha dato molto alla poetica del pittore che in definitiva mette su tela l’umanità. Io credo molto nell’Uomo; l’uomo che ha fatto la cupola del Brunelleschi e la nona di Beethoven; ma anche il terrorista e quello che ha sganciato l’atomica su Hiroshima. Questo è l’Uomo; ma io resto ottimista, c’è sempre una speranza – come una rosa che si deve tenere fra i denti.

La figura del “Marinaio”?
E’ Marinaio chi ha la curiosità, la voglia di andare oltre, di capire gli altri per comprendere e comprendersi. Io mi sento un “marinaio di spiaggia”; ma in fondo siamo tutti marinai – anche in città o in montagna.

Cosa significa essere Toscano?
Io sono orgoglioso di essere Toscano e ammetto di avere tutti i difetti dei Toscani: siamo polemici, rissosi, litigiosi, ma sinceri e mai cattivi.

Un aneddoto che ricorda volentieri
Nel 1992 sono stato ricevuto da papa Wojtyla perché ero stato incaricato di affrescare il Palazzo Vescovile di Massa Marittima.
Mi sono presentato con un abbigliamento un po’ sportivo e l’addetto della segreteria non voleva farmi passare. Ho cominciato a replicare e a discutere educatamente ma con  fermezza; in fondo avevo la cravatta in tinta con la giacca – in pelle.
A un certo punto, ci siamo accorti che il Pontefice era dietro di noi; aveva seguito la discussione e rideva; sì, rideva a crepapelle; era piegato in due dal ridere –anche lui è un uomo.
La questione fu risolta e il Papa addirittura si scusò dicendo che ero un artista e che quindi potevo vestirmi come volevo. Da allora, mi sento ancora più libero nelle mie scelte di abbigliamento… Se l’ha detto il Papa!


© 2011 Powered By Odienne snc

Scroll to top