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Un tuffo nella preistoria sul Monte Pisano

Esistono luoghi sconosciuti ai più, quelli che frequentano e conoscono solo gli amanti della Toscana più autentica.
L’itinerario che di seguito vi proponiamo non è affrontabile da soli proprio perché il percorso, è sconosciuto ai più…

Noi di TheTuscany amanti del turismo autentico abbiamo scelto quindi, per molti degli itinerari che vi proponiamo da percorrere al ritmo lento del cammino, di avvalerci della collaborazione di una guida ambientale-escursionistica qualificata Michele Colombini, un’appassionato di vita all’aria aperta e natura.

Solo con Michele sarà possibile vedere la Toscana da splendidi affacci naturali e scoprire curiosità, magie, leggende e quant’altro si cela fra le pietre e il sottobosco della regione.
Andremo alla scoperta del Monte Pisano, solitario e dominante e per questo percorso saliremo da San Lorenzo a Vaccoli lungo un’antica mulattiera percorrendo un sentiero che ci permetterà di camminare immersi totalmente nel silenzio della natura.

Difficile trovare luoghi del genere sul Monte Pisano, un sentiero assolutamente da percorrere e preservare!

Interessante la flora che spesso cambia e ci circonderà in paesaggi totalmente differenti; dalla macchia mediterranea ai castagneti. Arrivati sulla cima del Moriglion di Penna (542 m) un paesaggio sconfinato si presenterà al nostro sguardo, il mare e le sue isole, le Alpi Apuane, l’Appennino ed ancora  le pianure pisane e lucchesi fino alle colline fiorentine! Scenderemo lungo il versante roccioso e brullo fino al Monte Cotrozzi dove potremo osservare delle incisioni rupestri che recenti studi hanno permesso, per la prima volta, di tentare la decifrazione di un sistema di simboli altrimenti incomprensibili.

Un lungo lavoro scientifico condotto da Gabriele Panigada, umanista, e da Riccardo Simonetti, astrofilo, ha permesso di formulare per la prima volta un’ipotesi di lettura organica di queste incisioni. Si tratterebbe di un sistema calendariale risalente a circa 6000 anni fa, ovvero collocabile tra la fine del Neolitico e gli inizi dell’età del Rame, in grado di dividere l’anno in due grandi stagioni, in funzione delle pratiche agricole e di culti religiosi rivolti principalmente al Sole.

Due differenti sistemi di graffiti, composti da linee che uniscono profondi fori e piccole cavità dette in gergo coppelle, hanno infatti rivelato particolari orientamenti astronomici e analogie con specifici gruppi di stelle visibili da quel luogo in due determinati giorni dell’anno intorno al 4000 a.C.: l’equinozio d’autunno e il solstizio d’inverno.
Un luogo unico e speciale, non solo per la natura.
Michele Colombini

Info: www.vadoevedo.it – Tel. +39 3475870026


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