Firenze: gli spagnoli sbarcano agli UffiziFlorence: the Spanish landed in the Uffizi

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6 March 2013

di Fabrizo Del Bimbo – I più importanti musei del Polo Museale Fiorentino sono i protagonisti del progetto “Firenze 2013. Un anno ad arte” che intende accrescere la già ricca offerta culturale della città con 8 mostre di natura temporanea. Il programma di mostre partirà questa primavera 2013 per concludersi a fine anno.

Il primo evento espositivo s’intitola “Norma e Capriccio. Spagnoli in Italia agi esordi della maniera moderna”, e sarà visitabile alla Galleria degli Uffizi. È dedicato agli artisti spagnoli giunti in Italia nel ‘500 per respirare un nuovo e fervente clima artistico.
“così pure dichiaro che nessuna nazione e nessun popolo (ad eccezione di uno o due spagnoli) può assimilare perfettamente né imitare la maniera di dipingere italiana (che è quella della Grecia antica), senza essere subito riconosciuto facilmente per straniero, per quanto si sforzi e lavori”.
Queste le parole di Michelangelo Buonarroti raccolte nei Dialoghi romani di Francisco de Hollanda (Lisbona, 1548), che sono state d’ispirazione al primo evento espositivo dedicato all’attività degli artisti spagnoli approdati in Italia fra l’inizio del Cinquecento e gli anni venti del secolo, partecipi del fervido clima culturale animato a Firenze, a Roma e a Napoli.  Nel numero di queste personalità, spinte al viaggio da un vorace desiderio di confronto con i testi fondamentali dell’arte moderna, si contano figure come quelle di Alonso Berruguete, di Pedro Machuca, di Pedro Fernández (meglio noto come lo “Pseudo-Bramantino”), di Bartolomé Ordóñez e Diego de Silóe, provenienti da diverse località della penisola iberica – Palencia, Toledo, Murcia e Burgos – e capaci di imporsi come protagonisti del ‘manierismo’ europeo.  Sono le fonti storico-artistiche italiane a riconoscer loro una posizione preminente sulla scena internazionale del Cinquecento. Giorgio Vasari, ad esempio, nelle Vite de’ più eccellenti pittori, scultori ed architettori ricorda il Berruguete accanto a Rosso e Pontormo nello studio delle opere di Michelangelo e Leonardo; ma anche Pietro Summonte, celebre letterato campano, cita i lavori di Ordóñez e De Silóe in una lettera del 1524 sui più importanti monumenti di Napoli.  La mostra si articola pertanto in quattro sezioni che, nel rispetto di una scansione geografica, intendono accostare prestigiosi capolavori creati da simili artisti a straordinarie testimonianze della produzione italiana fra Quattro e Cinquecento.
In quella d’apertura, dedicata a Firenze, si ricostruirà l’attività italiana di Alonso Berruguete, studiata da Roberto Longhi e Federico Zeri: si avrà così l’inedita possibilità di confrontare direttamente le opere riferite all’artista – oggi per lo più conservate agli Uffizi e in altri importanti musei italiani e stranieri (la Collezione Loeser in Palazzo Vecchio e la Galleria Borghese a Roma) – valutandone allo stesso tempo la modernità nell’accostamento a risultati significativi di pittori e scultori a lui contemporanei, fra cui Andrea del Sarto, Rosso, Pontormo, Baccio Bandinelli e Jacopo Sansovino. Si potrà giudicare il peso che la tradizione cittadina ebbe sull’arte di Alonso anche grazie ad autografi di Donatello, Leonardo, Michelangelo, Filippino Lippi e Piero di Cosimo, tutti presenti in mostra.
Nella seconda sezione, attorno alle tavole di Pedro Machuca, si rifletterà invece sul contributo di questo pittore alla bottega di Raffaello a Roma fra gli anni dieci e venti, verificando l’influenza che la lezione del Sanzio ebbe sull’Italia del Sud attraverso i dipinti di Pedro Fernández, attivo nella penisola fra Milano, il Lazio e la Campania.
La terza sezione proporrà al pubblico alcune eccezionali sculture eseguite da Bartolomé Ordóñez e Diego de Silóe durante la loro residenza partenopea nel secondo decennio del secolo, vertici assoluti della statuaria ‘manierista’: di esse si illustreranno i riflessi sulla cultura campana, grazie alle opere di Girolamo Santacroce e di Domenico Napolitano.
Nell’ultima sezione della mostra si presenteranno invece creazioni realizzate da questi stessi artisti iberici al loro rientro in patria, fra Valladolid, Granada e Toledo, così da permettere ai visitatori di valutare l’eredità della lezione italiana sul loro stile e sul loro linguaggio figurativo.

Non si può mancare questo evento,  visitabile dal 5 marzo al 26 maggio 2013.

by Fabrizio Del Bimbo – The most important museums of the Museums of Florence are the protagonists of the “Florence 2013 can you use nitrous oxide with valium. A Year in Art “, which aims to increase the already rich cultural offer of the city with eight exhibitions of a temporary nature. The exhibition program will start this spring 2013 and was completed by year end.

The first exhibition entitled “Norma and Capriccio. Italy acted in Spanish beginning of the modern manner “, and will be open to the Uffizi Gallery. It is dedicated to the artists Spaniards arrived in Italy in 500 to breathe a new and vibrant artistic climate.

“Likewise declare that no nation and no people (with the exception of one or two Spaniards) can not assimilate perfectly imitate the Italian way of painting (which is that of ancient Greece), without being immediately recognized easily by foreign matter how many efforts and work. “

These are the words of Michelangelo Buonarroti in the Dialogues Romans gathered by Francisco de Holanda (Lisbon, 1548), which were inspired by the first exhibition dedicated to the work of Spanish artists arrived in Italy from the beginning of the sixteenth century and the twenties of the century, participants in the fervent cultural climate animated in Florence, Rome and Naples. In the number of these personalities, pushed the trip by a voracious desire for confrontation with the fundamental texts of modern art, there are figures like Alonso Berruguete, Pedro Machuca, Pedro Fernández (better known as the “Pseudo-Bramantino” ) by Bartolomé Ordóñez and Diego de Siloam, from various parts of the Iberian Peninsula – Palencia, Toledo, Murcia and Burgos – and able to establish themselves as protagonists of ‘mannerism’ of Europe.

Are the sources of art history will recognize their Italian in a prominent position on the international scene of the sixteenth century. Giorgio Vasari, for example, in the Lives of ‘most eminent painters, sculptors and architects recalls Berruguete next to Pontormo and Rosso in the study of the works of Michelangelo and Leonardo, but also Peter Summerhill, celebrated author of Campania, cites the work of Ordonez and De Siloam in a letter of 1524, the most important monuments of Naples. The exhibition is divided into four sections, therefore, in compliance with a scan geographical intend to pull exquisite works of art created by such artists as extraordinary examples of Italian production between fifteenth and sixteenth centuries.

In the opening, dedicated to Florence, you will rebuild the Italian activities of Alonso Berruguete, designed by Roberto Longhi and Federico Zeri: we will have the unprecedented opportunity to directly compare the works related to the artist – now mostly preserved the Uffizi and other major Italian and foreign museums (the Loeser Collection in the Palazzo Vecchio and the Galleria Borghese in Rome) – at the same time assessing the modernity in the approach to significant results of painters and sculptors of his time, including Andrea del Sarto , Rosso, Pontormo, Baccio Bandinelli and Jacopo Sansovino. You can judge the weight that the city’s tradition had on the art of Alonso also thanks to autograph Donatello, Leonardo, Michelangelo, Filippino Lippi and Piero di Cosimo, all featured in the show.

In the second section, around the tables of Pedro Machuca, will reflect instead on the contribution of this painter from the workshop of Raphael in Rome among the ten twenty years, verifying the influence of Raphael was the lesson on Italy South through the paintings Pedro Fernández, active in the peninsula between Milan, Lazio and Campania.

The third section will offer the audience some great sculptures made by Bartolomé Ordóñez and Diego de Siloam during their residence in Naples in the second decade of the century, the absolute height of statuary ‘mannerist’: for they illustrate the effects on the culture bell, thanks to the works of Girolamo Santacroce and Dominic Napolitano.
In the last section of the exhibition will be presented instead creations made by these Iberian artists on their return home, between Valladolid, Granada and Toledo, in order to allow visitors to evaluate the legacy of Italian lesson on their style and their figurative language .
You can not miss this event, open from March 5 to May 26, 2013.

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