Firenze: Ugo di Toscana, Marchese simbolo della citt

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23 December 2012

di Filippo Giovannelli Ugo di Tuscia è stato forse, il più grande personaggio pubblico della Firenze dell’Alto Medioevo. Ugo, detto anche di Toscana, chiamato universalmente “Il Grande”, divenne Marchese di Toscana piuttosto giovane; a circa 20 anni prese il potere e rimase tale per tutta la vita.
Fu Ugo di Toscana che per primo portò la città di Firenze a essere capoluogo della Tuscia. Nominò Firenze capitale di questo grande territorio così vasto e orograficamente diverso e per meglio occuparsi di ciò, trasferì la propria residenza da Lucca, città che fino a quel momento ricopriva detto ruolo, sulle sponde dell’Arno. Fu un grande personaggio. Regnò per circa 30 anni e fu considerato uomo di alta considerazione e levatura.

Il Marchese aveva una particolare predilezione per Firenze, tanto è vero che il Malespini ne parla così: “e a costui piacque la stanza di Toscana, e massimamente nella città di Fiorenza, fececi venire la moglie, e in essa fece suo dimoro”.
Un legame che nel corso degli anni di permanenza in città divenne molto forte, i colori dello stemma del Marchese di Toscana, bianco e rosso, ereditati da un ramo della sua famiglia, quella dei von Brandenburg, sono divenuti da quel momento i colori di Firenze.

I dintorni dell’anno 1000 non erano periodi di grande splendore, la città contava poco più di 3000 abitanti e tutti erano richiusi all’interno delle mura romane.
Saggio governatore, qualità rara nel tempo, fu un regnante laico e potente, lasciò segnali importanti ai fiorentini, che lo ricordarono circa due secoli dopo la sua morte con Dante che nella Divina Commedia lo pose in Paradiso con il nome di “Gran Barone” – XVI, 127-129 e terzina seguente, citandone anche la bellezza dell’insegna della quale accennavamo precedentemente, quel bianco e rosso a strisce verticali che troviamo raffigurate anche negli scudi sulla sua tomba;

Ciascun che de la bella insegna porta
del
gran barone il cui nome e ‘l cui pregio
la festa di Tommaso riconforta,
da esso ebbe milizia e privilegio;
avvegna che con popol si rauni
oggi colui che la fascia col fregio.

La città di Firenze conserva numerose rappresentazioni o monumenti dedicati al Marchese; nel 1481, nella Badia fiorentina ove Ugo è sepolto, Mino da Fiesole scolpì il monumento funebre; nel 1590, l’immagine di Ugo di Toscana venne dipinta ad olio da un giovanissimo Cristofano Allori; Raffaele Petrucci nel 1618 scolpì la statua con le sembianze del Marchese che venne collocata nel chiostro grande in modo che ognuno potesse ricordarne il fondatore, insieme alla madre, della Badia fiorentina; recentemente è stata a lui intitolata una Piazza a Firenze.

Il 21 dicembre 1001, giorno in cui anche oggi si commemora la scomparsa, Ugo di Toscana morì. Nacque e mori a Pistoia, ma subito dopo la morte, la sua salma fu trasportata e sepolta a Firenze presso la Badia Fiorentina, che tutt’oggi rimane emblema del Marchese e della famiglia della Tuscia.

E’ proprio la Badia fiorentina che ogni anno torna a essere protagonista e simbolo di Ugo di Toscana, fondatore della Toscana moderna e di Firenze capoluogo, con una commemorazione sia laica che religiosa, elevata come festa ufficiale fiorentina da tutta la comunità.

Foto di Giuseppe Sabellaby Filippo Giovannelli – Ugo di Toscana was perhaps the greatest public figure of Florence HGH in the early Middle Ages. Ugo, also called di Toscana, universally called “The Great”, became Marquis of Tuscany rather young, about 20 years old came to power and remained so throughout his life.

It was Ugo di Toscana who first brought the city of Florence to be the capital of Tuscia. Named Florence was the capital of this great territory so vast and different orographically and to better deal with this, moved his residence from Lucca, a city that until that time he held this role, on the banks of the Arno. It was a great character. He reigned for 30 years and was considered a man of high esteem and stature.

The Marquis had a particular fondness for Florence, so much so that the Malespini speaks thus: “and he was pleased with the room of Tuscany, and especially in the city of Florence, fececi over his wife, and she made her dwell.”

A bond that over the years to stay in the city became very strong, the colors of the coat of arms of the Marquis of Tuscany, white and red, are inherited from a branch of his family, the von Brandenburg, became from that moment the colors of Florence .

Around the year 1000 were periods of great splendor, the city had just over 3000 inhabitants and all were closed within the Roman walls.

Wise governor, rare quality in time, was a powerful secular ruler, left important signals to the Florentines, who remembered him about two centuries after his death in the Divine Comedy with Dante placed him in Paradise as the “Great Baron” – XVI, 127-129 and following triplet, citing also the beauty of the sign on which we mentioned previously, the white and red vertical stripes that are also depicted in the shields on his grave;

 

Ciascun che de la bella insegna porta

del gran barone il cui nome e ‘l cui pregio

la festa di Tommaso riconforta,

da esso ebbe milizia e privilegio;

avvegna che con popol si rauni

oggi colui che la fascia col fregio.

The city of Florence has retained numerous representations or monuments dedicated to the Marquis, in 1481, in the Badia Fiorentina where he is buried Ugo, Mino da Fiesole carved the tomb, in 1590, the image of Ugo di Toscana was painted in oils by a young Christopher Allori, Raffaele Petrucci in 1618 carved the statue in the likeness of the Marquis that was placed in the large cloister so that everyone could remember the founder, with his mother, the Badia Fiorentina, was recently named after him a square in Florence.

On 21 December 1001, the day on which we commemorate today the death, Ugo di Toscana died. He was born and died in Pistoia, but soon after his death, his body was transported and buried in Florence at the Badia Fiorentina, who still remains the emblem of the Marquis and the family of Tuscia.

It ‘s just Badia Fiorentina who return every year to be a leader and a symbol of Ugo di Toscana, the founder of modern Tuscany and Florence is the capital, with a commemoration of both secular and religious, as a high official holiday in Florence by the whole community.

Photo by: Giuseppe Sabella

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