Mondo caffè

Mondo caffè

Parliamo di caffè. Fedele compagno di tanti italiani specie al mattino. Parliamo di caffè perché conoscerlo meglio vuol dire saperne di più dell’unico prodotto dell’agroalimentare quotato in borsa.
Iniziamo a sfatare qualche falso mito, ovvero che noi italiani siamo grandi consumatori di caffè. Niente di più falso.


L’Italia consuma poco caffè

Gli italiani consumano in media 3 caffè al giorno. Ogni giorno in Italia si consumano 9,3 milioni di caffè e la metà degli italiani beve regolarmente almeno una tazzina di caffè al giorno per un giro d’affari di 20 miliardi di euro. Si consuma in Italia per lo più caffè espresso e lo Stivale è il luogo nel mondo in cui questa tipologia di caffè in tazzina è la più consumata. Ogni giorno nel nostro pianeta vengono consumate quasi 1,6 miliardi di tazze di caffè.

clay banks- unsplash

Ma qual è il Paese che ne beve più di tutti? Quale popolazione fa del caffè un elemento imprescindibile della sua giornata?
Per farci un’idea dobbiamo consultare i risultati di due ricerche: una è stata condotta dal celebre sito di geografia, viaggi e demografia WorldAtlas.com, l’altra è stata stilata dal magazine online “Quartz”.
Una puntualizzazione però. WorldAtlas si è concentrato sul consumo pro capite in un anno (misurato in chilogrammi), mentre “Quartz” ha calcolato quante tazze di caffè ogni giorno si consumano in media in ogni Stato. È questo fa tutta la differenza del mondo.


In Scandinavia il maggior consumo di caffè

Dalla prima viene fuori che la nazione che beve più caffè in assoluto è la Finlandia (con i suoi 12 kg di caffè pro capite consumati in un anno), seguita dalla Norvegia (9,9 kg) e dall’Islanda (9 kg). Chiudono la top five Danimarca e Paesi Bassi, rispettivamente con 8,7 e 8,4 kg l’anno.

La seconda invece rivela che il Paese nel quale ogni giorno in media si bevono più tazze di caffè sono i Paesi Bassi (2,4 al giorno), seguiti dalla Finlandia (1,8) e dalla Svezia (1,3). Subito sotto il podio Danimarca (1,237) e Germania (1,231).


Ebbene il nostro Paese non figura tra i maggiori consumatori di caffè al mondo in nessuna delle due classifiche.

Nella prima ricerca l’Italia si piazza al 13° posto con 5,9 kg di caffè pro capite consumati in un anno, mentre nella seconda siamo addirittura al 42° con 0,33 tazzine bevute in media ogni giorno.
Un dato che non deve sorprendere perché il consumo in Italia è per lo più di espresso e moka. D
a questi dati possiamo trarre anche altre conclusioni, Si consuma molto più caffè in Europa che non in America e i paesi Scandinavi sono i più grandi consumatori al mondo. 


Conosciamo il caffè: chicco per chicco

Il caffè come sappiamo è il frutto di una pianta che si sviluppa nei paesi subtropicali e tropicali sia nel continente africano, asiatico che americano. Dal suo frutto rosso si estrae il chicco che poi opportunatamente lavato e tostato da origine al caffè che noi poi beviamo.

Due le principali tipologie di chicco.
Caffè arabica, la specie più diffusa e apprezzata. Viene coltivato principalmente in Brasile, Colombia, Etiopia e altri paesi dell’America Latina e dell’Africa. L’Arabica è il più nobile dei chicchi, ha un sapore aromatico e complesso, con note dolci e leggermente acidule e lo si riconosce perché il taglio del suo chicco è leggermente curvato.
Caffè r
obusta, è un’altra varietà comune ma meno nobile di caffè. Viene coltivato principalmente in Africa, Asia e Brasile e a differenza dell’Arabica ha un sapore più forte e un alto contenuto di caffeina.
È spesso utilizzato nella produzione di caffè istantaneo e come miscela per aggiungere corpo e crema al caffè espresso. Il chicco ha il taglio centrale diritto.


Dall’espresso alla moka, dal filtro alla turca. Ti preparo un caffè?

Tanti e diversi i metodi di preparazione del caffè, ognuno con le sue peculiarità e il suo modo unico di influenzare il sapore e l’aroma della bevanda. Facciamo insieme un viaggio trai i metodi di preparazione ed estrazione più diffusi.

Caffè filtro

E’ uno dei metodi più comuni per preparare il caffè molto diffuso nei paesi nordici. Si utilizza una macinatura media e l’acqua calda viene versata lentamente attraverso un filtro contenente il caffè macinato. Il filtro trattiene i fondi di caffè e produce una tazza di caffè pulita e ben estratta.
Da meditazione.


Caffettiera a moka

Il metodo tradizionalmente più utilizzato per preparare il caffè espresso in casa, soprattutto in Italia. La caffettiera a moka ha una camera inferiore per l’acqua, una camera superiore per il caffè macinato e un filtro a imbuto che separa i due. Tecnicamente l’acqua viene riscaldata, creando pressione che spinge l’acqua attraverso il caffè macinato e produce un caffè concentrato.

French press

Detta anche caffettiera a stantuffo è un metodo di preparazione che produce un caffè ricco e robusto. Si utilizza una macinatura più grossa, che viene mescolata con acqua calda nella caraffa. Dopo un breve periodo di infusione, si preme lentamente il pistone per separare il caffè macinato dal liquido, ottenendo un caffè denso e aromatico.


Aeropress

L’Aeropress è una tecnica abbastanza nuova che utilizza un sistema di pressione per estrarre il caffè.
Il caffè macinato viene mescolato con acqua calda nella camera dell’aeropress e, dopo un breve periodo di infusione, viene premuto attraverso un filtro utilizzando una pistola a pressione. Il caffè che ne esce è pulito e concentrato.

Caffè pour-over

Questo metodo coinvolge un’infusione lenta e controllata. L’acqua calda viene versata a mano su un filtro contenente il caffè macinato.
Si inizia dal centro e si lavora verso l’esterno in un movimento circolare. Questo metodo permette di regolare la velocità e il flusso dell’acqua, ottenendo un caffè aromatico e ben estratto.
Da meditazione.

Oltre a questi, ci sono tantissimi altri metodi di preparazione del caffè come l’espresso di cui parleremo a parte, l’affogato, il cold brew, il caffè turco e molti altri ancora.
Ogni metodo ha le sue caratteristiche e influisce sul gusto e sull’esperienza complessiva del caffè. 


Le 7 mosse per un espresso perfetto

Dopo aver fatto un viaggio fra varie tipologie di consumo di caffè soffermiamoci sul più amato dagli italiani: l’espresso
Preparare un buon caffè espresso richiede un po’ di pratica e molta attenzione ai dettagli. Fare un buon espresso richiede mestiere e preparazione tecnica specifica. Ecco quindi una piccola guida, passo dopo passo, per ottenere un ottimo caffè espresso:

1 – macinatura

E’ fondamentale utilizzare sempre del caffè fresco e macinato pochi minuti prima della preparazione. La macinatura, fondamentale per l’aroma, deve essere fine e uniforme.

2 – dosaggio

Utilizza la giusta quantità di caffè per la tua macchina espresso che è circa 18-20 grammi di macinato macinato per una doppia dose di espresso.

3 – tampatura

Dopo aver distribuito il caffè nel portafiltro usa un tampone per compattarlo uniformemente. Applica con un colpo di polso una pressione ferma e uniforme, cercando di ottenere una superficie piana. Assicurati che il caffè sia ben distribuito e livellato.

4 – pre riscaldamento

Assicurati che la macchina espresso sia pre-riscaldata. Questo è importante per mantenere una temperatura costante durante l’estrazione.

5 – estrazione

Fissa il portafiltro alla macchina dell’espresso e avvia l’estrazione. L’espresso dovrebbe iniziare ad essere estratto in modo uniforme dal centro del filtro, con un flusso costante per circa 20/25 secondi. Se il caffè che ti viene servito ha avuto un tempo di estrazione inferiore risulterà al gusto bruciato se lo ha avuto superiore risulterà molto acquoso.


I 6 parametri per la degustazione di un espresso

La degustazione del caffè espresso, come tutte le degustazioni coinvolge tutti i sensi e deve far apprezzare aromi, sapori e consistenza della bevanda.  Un po’ come per il vino dato che i parametri base sono gli stessi!

1 – vista

La degustazione inizia con l’osservazione. Va guardato l’aspetto d’insieme del caffè espresso nella tazza (rigorosamente bianca e spessa per motivi di degustazione). Il colore della crema sulla superficie dovrebbe essere color nocciola intenso e la sua consistenza cremosa, liscia e densa.

2 – naso

Con la tazzina ancora calda portiamola all’altezza della bocca per sentire i profumi del caffè. A questo punto cerca di individuar gli aromi che senti che nel caso del caffè possono essere per lo più note floreali, fruttate, di cioccolato, di nocciola, di caramello e spezie.

3 – gusto

Prendi adesso un piccolo sorso di caffè e lascialo scorrere in bocca cercando di coprire tutte le papille gustative. Individuerai le note più o meno accentuate di dolcezza, di acidità e l’amaro del caffè
Cerca anche di individuare eventuali sfumature di sapori specifici. Potrai ritrovare in bocca quelli percepiti a naso come cioccolato, nocciola, frutta, caramello o spezie.

4 – retrogusto

Dopo aver inghiottito il caffè, presta attenzione al retrogusto che rimane in bocca. Valuta se il sapore persiste a lungo o svanisce rapidamente.
Un retrogusto persistente e piacevole è spesso un segno di un caffè espresso di qualità. Altra curiosità, un buon caffè non ti deve far venire sete dopo il suo consumo.

5 – corpo e consistenza

Valuta il corpo del caffè, ovvero la sensazione di pienezza in bocca. Un caffè espresso di qualità dovrebbe avere un corpo medio o pieno. Nota anche la consistenza, che dovrebbe essere setosa e piacevole al palato.

6 – temperatura

Considera anche la temperatura del caffè. Un buon espresso dovrebbe essere servito alla temperatura ideale, che di solito è intorno ai 65-70 gradi. Una temperatura troppo alta o troppo bassa può influenzare molto la percezione dei sapori.

Prova e riprova il piacere della degustazione. Fallo provando diversi caffè e prestando attensione ai dettagli, a percepirne le differenze anche sottili e a metterle in contatto con le tue percezioni che ricorda essere sempre soggettive. Scoprirai il piacere che una buona degustazione di caffè non ha niente da invidiare ad una di vino.

 

A Firenze Ditta Artigianale fa cinquina

A Firenze Ditta Artigianale fa cinquina

E’ cinquina a Firenze per Ditta Artigianale che dalle ceneri di quello che è stato uno dei locali di aggregazione degli anni Novanta e primi Duemila esce dal centro storico e cerca di reinventarsi nei rioni.
Oddio, piazza Ferrucci proprio periferia non è perché siamo ai piedi delle vie che conducono al piazzale e questi marciapiedi sono pur sempre calpestati da molti turisti ma la zona è popolare e popolana perché lungo le ultime mura che da San Niccolò conducono ai viali per fortuna c’è ancora tanta residenza e non solo i b&b di una città turistica.

Non solo caffè al caffè

Una sfida nuova per il brand fondato nel 2013 da Francesco Sanapo e Patrick Hoffer che con il quinto locale fiorentino cerca di entrare nel cuore dei fiorentini e per farlo sceglie di essere non solo un caffè moderno dove poter sostare dalla colazione all’aperitivo ma un luogo di quartiere dove si può anche comprare il quotidiano e il pane appena sfornato.
Il locale si ripropone con ambizione anche di riportare in auge il concetto di caffè letterario, e per farlo ha in ponte l’organizzazione di appuntamenti con la cultura che coinvolgeranno personalità della città, del mondo istituzionale, delle arti, della cultura e dello sport.

Cinque locali in dieci anni, il segreto del successo

Dieci anni fa in via dei Neri aprì a Firenze il primo locale di Ditta Artigianale con l’ambizione di cambiare nei fiorentini la cultura del caffè. Fu un successo.
Poi vennero le aperture in via dello Sprone, via Carducci, lungarno Soderini e addirittura lo sbarco oltreoceano in Canada.
Ne ha fatta di strada uno dei maggiori “nasi” del caffè mondiale. Francesco Sanapo ha creduto nella sua idea, in se stesso e oggi il successo lo ripaga. Partì con un solo dipendente e oggi la sua azienda da lavoro a 105 persone. Solo per la caffetteria di piazza Ferruzzi sono 18 le nuove persone assunte, anche se, e ci tiene a sottolinearlo “è difficilissimo trovare personale.!”

 

Scuola del Caffè e Istituto Alberghiero Saffi presentano “Next Generation in Coffee”, l’evento dedicato alle nuove generazioni di professionisti

Scuola del Caffè e Istituto Alberghiero Saffi presentano “Next Generation in Coffee”, l’evento dedicato alle nuove generazioni di professionisti

Un evento di degustazione aperto al pubblico il progetto di alta formazione sul mondo del caffè con gli studenti della scuola alberghiera fiorentina, tra storia, nuove tendenze e strategie di impresa

Tutto pronto per “Next Generation in Coffee”, evento di chiusura del progetto di alta formazione sul mondo del caffè – tra storia, nuove tendenze e strategie di impresa – nato tra l’Istituto professionale Alberghiero Aurelio Saffi, scuola superiore per la preparazione del personale alberghiero di Firenze, e Scuola del Caffè, accademia dedicata alla diffusione della sua cultura, aperta all’interno di Ditta Artigianale, nell’ex monastero di Sant’Ambrogio.

Sabato 30 aprile, dalle ore 14.30 alle 17.30, presso il cortile dell’Istituto superiore fiorentino Saffi in via del Mezzetta a Firenze, sarà possibile degustare vari caffè specialty, dall’espresso classico al cappuccino fino alle qualità estratte in filtro aeropress e in V60, accompagnati da piccoli assaggi preparati dagli studenti di Pasticceria. Protagonisti gli studenti di quarta del settore Sala e Vendita.

Dalla storia alla degustazione, fino alle nuove tendenze internazionali del settore e alla gestione di startup: il corso dedicato ai professionisti del domani si è svolto alternando teoria e pratica, toccando gli argomenti essenziali del settore. Lezioni per apprendere botanica, raccolta e tostatura del caffè, caratteristiche e manutenzione delle attrezzature, utilizzo del macinino per estrazioni in ed in filtro, i segreti del cappuccino, delle decorazioni e delle altre bevande della tradizione italiana per finire con dettagli sulle nuove strategie dimpresa.

L’evento è aperto a tutti, a ingresso libero.

Per la realizzazione degli insegnamenti nella parte espresso sono state utilizzati macchine e macinini a marchio Nuova Simonelli e Victoria Arduino, brand di Simonelli Group, azienda già da tempo impegnata e attiva in ambito accademico attraverso la Simonelli Youth AcademyPer la parte filtro, invece, gli studenti hanno potuto apprendere le tecniche di estrazione attraverso tutta la gamma di prodotti di Hario, altro partner fondamentale di Scuola del Caffè.

 Simone Amenini, Direttore Scuola del Caffè: “Questo è il secondo anno che posso insegnare tra i ragazzi dell’Istituto Saffi. Ogni volta è un’emozione forte, alla quale è difficile abituarsi. Lo scopo della nostra Scuola è proprio quello di fare leva anche sulle nuove generazioni per innovare il mondo della caffetteria. I ragazzi si lasciano guidare con entusiasmo e curiosità in esperienze nuove e modi di pensare rivoluzionari rispetto alla tradizione. I giovani, poi, sono coloro che più si stanno allontanando dal caffè bevuto nella sua purezza, sostituito spesso da bevande edulcorate o molto complesse, che del caffè hanno solo il nome. Fargli scoprire le potenzialità di questo mondo, potrà anche creare in loro il desiderio di fare di questa professione il loro futuro”.

 Francesca Lascialfari, docente e Dirigente scolastica di Istituto Saffi: “Questo evento sottolinea come il Saffi veda in queste attività un potente strumento di ampliamento degli orizzonti didattici, sviluppando così nei propri alunni competenze di alto profilo in grado di imparare concretamente gli strumenti del “mestiere” in modo diretto e proattivo. L’importanza di sabato 30 aprile risiede, inoltre, nella possibilità di tornare a condividere con la cittadinanza la realtà della scuola rendendola partecipe del processo formativo e dare agli allievi, di nuovo, la possibilità di imparare cosa significhi rapportarsi con le esigenze degli ospiti.”

La scuola del Caffè nasce con uno scopo divulgativo: informare pubblico, appassionati e addetti del settore su quanto si nasconda dietro a una tazzina. Dal lavoro nelle piantagioni, alla torrefazione fino al bancone esiste un mondo fatto di ricerca, innovazione e attenzione alla sostenibilità umana e ambientale che si vuole raccontare e sostenere. La scuola intende formare esperti del settore pienamente consapevoli della provenienza del caffè, delle sfumature di sapore, delle molteplici tecniche di estrazione. Altro scopo è quello di sensibilizzare sullimportanza della professionalità nel mondo dellhospitality anche grazie alla collaborazione con aziende del settore come HARIO, istituti alberghieri, scuole professionalizzanti quali la Youth Academy di Simonelli Group, insieme alla quale sono a disposizione corsi di formazione certificati SCA. In programma master e corsi professionalizzanti per le varie figure del caffè, non solo per diventare ottimi baristi ma anche tostatori, assaggiatori, e master di alcuni mesi su come realizzare start up di specialty coffee, aprire una microtorrefazione o una caffetteria, oltre a laboratori aperti a curiosi e appassionati. La Scuola del Caffè gode di alcune collaborazioni di assoluto livello nel settore caffeicolo, quali Victoria Arduino, HARIO, Caffè Corsini e Confcommercio. In cattedra alcuni tra i massimi esperti del settore e pluripremiati assaggiatori come Francesco Sanapo, Francesco Masciullo, Simone Amenini, Michele Anedotti e molti altri. La voglia di coltivare nuovi talenti per un nuovo barista “del futuro” viene anche sottolineata dalla connessione con l’Istituto Alberghiero Aurelio Saffi di Firenze.