Tutti i colori del mare All the colours of the sea

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5 May 2012

di Giuseppe Raimondi – Giampaolo Talani è il grande autore di “Partenze”, un affresco di 70 metri quadri nel salone centrale della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella; del “Marinaio” una scultura di sette metri che domina il Porto Turistico di San Vincenzo, e di tante opere di grande impatto emotivo realizzate con sentimento, grande maestria tecnica e uno stile inconfondibile. Abbiamo sentito l’artista.

Quando inizia l’amore per la pittura?
Da sempre; fin da bambino.
Ho fatto il Liceo Artistico e l’Accademia delle Belle Arti di Firenze.
Da ragazzo ho affrescato la Chiesa di San Vincenzo. Poi sono iniziate le prime mostre, i primi successi.
La mia è una storia semplice; tutto il mio lavoro è permeato dalla ricerca della semplicità; dobbiamo tendere alla semplicità che è eccezionale; spesso invece siamo bravissimi a complicarci l’esistenza dimenticando che le cose semplici sono spesso le meno banali.

I temi delle sue opere?
Nei miei quadri si parla, appunto, di cose semplici, di sentimenti: l’amore, la ricerca dell’altro, la solitudine, le partenze, la scoperta… Emozioni in cui tutti si ritrovano.
Mi piacciono le storie della gente, le storie dei sentimenti – che sono i sentimenti di tutti.
Altri temi che prediligo sono il mare, il vento, la musica, la femminilità.
L’amore resta uno dei valori più importanti: incontrarsi, capirsi. Questa per me è l’arte.

Il suo rapporto con la musica?
Fin da piccolo sono stato molto attratto dalla musica; vengo da una famiglia di musicisti e ho studiato pianoforte per 10 anni; poi, ho avuto altri interessi. Sono comunque sempre un appassionato e ho una collezione di pianoforti e di organi elettronici. Amo suonare il Jazz e il Blues. Vorrei saper suonare meglio; oggi la musica è soprattutto un hobby; è un po’ la balena inseguita e mai raggiunta.

Il suo rapporto con il mare?
Il mare è la mia vita; potrei dire di essere nato “sotto l’ombrellone”. Vivo a San Vincenzo, a 30 metri dal mare e lo vivo come un’esperienza quotidiana da sempre.
La mia famiglia ha uno stabilimento balneare: il bagno “Venere”. Ho fatto il bagnino per 25 anni con tutto ciò che questo comporta, dai grandi impegni di gestione alle responsabilità dei salvataggi, fino al fascino delle avventure estive.
Il lavoro di bagnino ha dato molto alla poetica del pittore che in definitiva mette su tela l’umanità. Io credo molto nell’Uomo; l’uomo che ha fatto la cupola del Brunelleschi e la nona di Beethoven; ma anche il terrorista e quello che ha sganciato l’atomica su Hiroshima. Questo è l’Uomo; ma io resto ottimista, c’è sempre una speranza – come una rosa che si deve tenere fra i denti.

La figura del “Marinaio”?
E’ Marinaio chi ha la curiosità, la voglia di andare oltre, di capire gli altri per comprendere e comprendersi. Io mi sento un “marinaio di spiaggia”; ma in fondo siamo tutti marinai – anche in città o in montagna.

Cosa significa essere Toscano?
Io sono orgoglioso di essere Toscano e ammetto di avere tutti i difetti dei Toscani: siamo polemici, rissosi, litigiosi, ma sinceri e mai cattivi.

Un aneddoto che ricorda volentieri
Nel 1992 sono stato ricevuto da papa Wojtyla perché ero stato incaricato di affrescare il Palazzo Vescovile di Massa Marittima.
Mi sono presentato con un abbigliamento un po’ sportivo e l’addetto della segreteria non voleva farmi passare. Ho cominciato a replicare e a discutere educatamente ma con  fermezza; in fondo avevo la cravatta in tinta con la giacca – in pelle.
A un certo punto, ci siamo accorti che il Pontefice era dietro di noi; aveva seguito la discussione e rideva; sì, rideva a crepapelle; era piegato in due dal ridere –anche lui è un uomo.
La questione fu risolta e il Papa addirittura si scusò dicendo che ero un artista e che quindi potevo vestirmi come volevo. Da allora, mi sento ancora più libero nelle mie scelte di abbigliamento… Se l’ha detto il Papa!di Giuseppe Raimondi – Giampaolo Talani is the great artist of Partenze (Departures), a fresco covering 70 square metres in the central hall of the Santa Maria Novella train station, Marinaio (Sailor), a seven metre sculpture that dominates Pay Day Loans the tourist port of San Vincenzo, and many works of great emotional impact created with sentiment, great technical mastery and an unmistakable style.
We find out straight from the artist.

When did your love for painting begin?
It’s always been there since I was a kid. I went to art college and the Academy of Fine Arts in Florence. As a young man I frescoed the church of San Vincenzo.
My first exhibition and successes then began.
Mine is a simple story. All my work is permeated with the search for simplicity. We must tend towards simplicity, which is exceptional; on the other hand, we’re often very good at complicating life, forgetting that the simple things are often the least banal.

What are the themes of your works?
In my paintings I actually talk about simple things and sentiments: love, searching for that other person, solitude, departures, discovery… Emotions that everyone feels from time to time.
I like people’s stories, the stories of sentiments – the sentiments of others.
Other themes that I prefer are the sea, the wind, music and femininity.
Love is still one of the most important values: meeting and understanding one another. That’s art for me.

What is your relationship with music?
Since I was a child I have always been attracted to music. I come from a family of musicians and I studied piano for ten years. But I had other interests. I still love it and I have a collection of pianos and electronic organs. I love to play jazz and blues. I’d like to know how to play better; now music is a hobby above all. It is the goal I’ve pursued and never achieved.

What about your relationship with the sea?
The sea is my life. You could say that I was born under a parasol. I live in San Vincenzo, 30 metres from the sea and it has always been a daily experience for me.
My family has a bathing establishment called Venere. I worked as a lifeguard for 25 years, with everything that entails, from the hard work of management to the responsibilities of lifesaving, as well as the wonders of summer romances.
Working as a lifeguard gave me a lot in terms of the poetics of being a painter, putting humanity on the canvas once and for all. I believe very much in mankind; the man who created Brunelleschi’s dome and Beethoven’s Ninth Symphony, but also the terrorist and man who released the atomic bomb on Hiroshima. That’s mankind, but I’m still an optimist and there’s always hope – like a rose that you grip between your teeth.

And the figure of the sailor?
Sailors are curious, they have the willpower to go beyond, to understand others to understand themselves. I feel like a beached sailor, but at the end of the day we’re all sailors – even in the town or mountains.

What does it mean to be Tuscan?
I’m proud to be Tuscan and I admit that I have all the faults of being Tuscan; we’re polemical, quarrelsome and argumentative, but sincere and never bad.

Do you have an anecdote that you’re happy to remember?
In 1992 I was received by Pope Wojtyla as I was commissioned to fresco the Palazzo Vescovile in Massa Marittima.
I turned up wearing something that was a bit too sporty and the secretary wouldn’t let me through. I started to talk back and politely yet firmly discuss the matter. After all, I have wearing a tie that was in tone with my – leather – jacket.
At a certain point, we realised that the Pope was behind us. He had followed the discussion and was laughing. Yes, he laughed, fit to bursting; he was bent in half with laughing – after all, even he is a man.
The matter was resolved and the Pope actually said sorry, saying that I was an artist and that I could therefore wear what I wanted. From then on, I’ve always felt freer in my dress sense… Well, the Pope said so!

 

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